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Stimoli elettrici per smettere di fumare. Da oggi si può.

I titoli gridano al ritorno dell’elettroshock come metodo curativo, ma si tratta di qualcosa di più sofisticato e moderno. Come dimostra uno studio della McGill University si possono individuare le aree cerebrali dove si genera la voglia di fumo e modificarle con stimoli elettrici.

Tutto è dato dai ricordi che genera il nostro cervello per risvegliare in noi il bisogno di qualcosa. Ricordando l’immagine, l’odore o la sensazione ci viene voglia di riprovarla e quindi di tornare a quel prodotto o a quell’evento. Per quanto riguarda fumo e droghe, questo “bisogno” si genera nell’area addetta all’autocontrollo e al potere decisionale attraverso un processo biochimico ben preciso.

Intervenendo su quest’area e questo processo con uno stimolo elettrico (oggi attuato tramite innocui elettrodi e senza sofferenza alcuna) permette di cambiare le reazioni e di ridurre il desiderio dell’oggetto voluto. Si tratta di terapie che prevedono più sedute, certamente non di breve durata, ma che possono modificare la tendenza alla produzione di un processo che, nel caso del “vizio” diventa un metodo di disintossicazione rapido e definitivo.

admin

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