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Una proteina che si lega alle cellule epatiche avvisa della presenza del Diabete II

Fegato come campanello di allarme? Certo, come sempre. Da questo importante organo e dalle sue reazioni (ingrossamento, infiammazioni) infatti si è sempre potuto scoprire in tempo quando qualcosa stava per degenerare e intervenire per evitare cirrosi, cancro e altre malattie gravi. Da oggi, grazie al fegato, si potrà diagnosticare in tempo anche il Diabete II.

Una ricerca condotta per vent’anni in tutta Europa, inclusi gli atenei di Bolzano, Verona e la Cattolica di Roma, ha individuato un gene particolare e la proteina che esso genera che si lega al recettore chiamato Rank presente nelle cellule di fegato e pancreas. La proteina si chiama RankL (Rank Ligand). Una proteina importante perchè responsabile delle infiammazioni al fegato e anche reponsabile del fattore di necrosi tumorale.

La sua presenza nel fegato può essere un campanello di allarme per il Diabete II, malattia che registra una forte presenza nel sangue dell’elemento Rank a cui questa proteina si lega. Dunque, come hanno dimostrato anche esperimenti fatti sui topi, fermando l’infiammazione al fegato e diminuendo la presenza di RankL si riesce a diminuire anche la glicemia e dunque il pericolo diabetico. E in ogni caso, conoscendo le mosse di questa proteina si può avvisare il paziente del pericolo diabete nel suo futuro immediato.

admin

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