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Sclerosi Multipla: lo studio "Cosmo" mette in dubbio il metodo Zamboni

Si torna a parlare del metodo Zamboni che tanto fa discutere la comunità scientifica sul problema Sclerosi Multipla. Come è ormai noto, il professore di Ferrara avrebbe trovato un metodo chirurgico per risolvere la malattia, rimuovendo un tipo di ostruzione alla giugulare che secondo il suo studio è caratteristica principale di un altissimo numero di malati di sclerosi.

A questo metodo si oppongono in tanti, anche l’AISM, l’associazione che tutela i malati di Sclerosi Multipla. Tra gli oppositori, per motivi scientifici e non di altro genere, c’è il professor Giancarlo Comi del San Raffaele di Milano intervistato nell’ambito di una puntata speciale del Corriere TV Salute. Il professore, tra l’altro presidente della Società Italiana di Neurologia, tiene a precisare che il suo scetticismo nasce dalla “razionalità” e dal voler ridimensionare i toni di Zamboni. Egli parla di “soluzione per la Sclerosi Multipla” mentre per il professor Comi si tratta solo di una soluzione ad una delle tante cause del male.

Inoltre gli studi di Zamboni sarebbero stati condotti su campioni troppo ristretti (e tutt’ora sono in corso) per poter dare risultati definitivi e validi. Comi, che dirige uno studio parallelo (studio Cosmo) ha invece esaminato ben 1800 pazienti, con la garanzia dell’anonimato. Ciò significa che gli esaminatori dei campioni di tale ricerca non conoscevano nè il nome del paziente nè quello del medico ma osservavano solo i dati nudi e crudi, in modo da garantire assoluta imparzialità sul verdetto. I risultati hanno dimostrato che l’ostruzione della giugulare riguarda soltanto il 3% dei malati di Sclerosi e non quasi il 100%, come detto da Zamboni. Dichiarazione questa a cui il professore non ha potuto replicare in quanto non presente alla stessa intervista per motivi di lavoro.

admin

0 Commenti

  1. Dr. Comi has received consulting fees for participating on advisory boards from Novartis, Teva Pharmaceutical Ind. Ltd., Sanofi-Aventis, Merck Serono, and Bayer Schering; lecture fees from Novartis, Teva Pharmaceutical Ind. Ltd., Sanofi-Aventis, Merck Serono, Biogen Dompè, Bayer Schering and Serono Symposia International Foundation. He is member of the Board of the Italian MS Foundation.
    CREDO CHE SIA SUFFICIENTE QUESTO…

  2. per fortuna ci sono innumerevoli studi internazionali che confermano la correlazione tra ccsvi e sm.
    Per me il Prof. Zamboni merita il Nobel.

  3. Giuseppe Cacciaguerra

    In italia sono state effettuate almeno 10000 PTA giugulari tra nazionali e all’estero. Secondo questi dati i positivi già trattati sono quasi il 20% della popolazione di malati di SM. Lo studio Cosmo invece parla del 3%. Mi piacerebbe sapere chi sta barando. Con una evidenza del genere non è possibile che certi continuino a fare gli asini sotto le lenzuola.

  4. Pietro Maria Bavera

    I risultati dello Studio Cosmo, effettuato con importante dispendio di Energie e indubbiamente Medici validi, è stato presentato con toni trionfalistici. Perché?

    Lo scopo dello studio, da quanto si può evincere, era di dimostrare la totale inesistenza di una anomalia vascolare, la ormai nota CCSVI di cui tutto il mondo scientifico e non tratta e discute, spesso con sessioni specifiche nell’ambito di Congressi Medici sia Nazionali che Internazionali.
    Moltissimi Specialisti in Chirurgia Vascolare e Radiologia Interventistica presentano lavori, risultati con numeri importanti e immagini che da sole valgono più di mille parole, e tutti concordano sul fatto che la CCSVI esiste. Ma allora e ancora perché negarne l’esistenza?

    La CCSVI, come patologia o meglio come anomalia vascolare è da sempre stata associata alla Sclerosi Multipla, malattia di competenza Neurologica che nessuno ha mai voluto discreditare o disconoscere.
    Nell’ambito di questa terribile malattia, che colpisce tanti giovani che potrebbero benissimo essere nostri figli data l’età (di noi medici), si è riscontrato in parallelo una elevata frequenza di anomalie vascolari a carico del sistema vascolare drenante (cioè venoso) dall’encefalo e midollo verso il sistema cuore e polmoni.

    Da Specialista in Chirurgia Vascolare dell’Università di Milano, formato in una delle più note e qualificate Scuole italiane con ottimi Maestri, mi sono sempre dedicato alla diagnostica vascolare, venosa ed arteriosa e di questo mi occupo dal 1982, non da poco tempo.
    La CCSVI è entrata nel mio bagaglio di diagnostico vascolare a metà giugno 2010 inizialmente in una condizione mista di scetticismo e curiosità. Questa condizione è indispensabile per avere anche la spinta nel voler capire e crescere come medico. Disconoscere a priori è solo dannoso.

    Già nel 2007 avevo pubblicato, assieme ad altri Colleghi, un lavoro riguardante l’anomala frequenza di trombosi venose profonde in malati affetti da sclerosi multipla, presentando i risultati in più riprese a congressi internazionali. Probabilmente i Malati di questa malattia hanno in toto una predisposizione alle patologie venose.
    A questo punto la curiosità e volontà di capire la CCSVI si è trasformata in una sequenza automatica di esami che in due anni e mezzo mi ha condotto ad valutare più di 1500 Pazienti, di cui poco più di 600 sottoposti ad intervento di angioplastica. Alcuni risultati di questa mole di lavoro sono stati presentati ad ottobre 2012 al Congresso Nazionale del Collegio Italiano di Flebologia tenutosi a Napoli nell’ambito di una sessione dedicata a questa patologia vascolare.

    I risultati che ho ricavato da questi esami, sempre effettuati in assenza di conflitti d’interesse, mi hanno condotto a credere che la CCSVI è una anomalia vascolare presente in circa il 90% dei malati affetti da Sclerosi Multipla. Non solo, ho potuto constatare, da testimonianze dirette, che una elevata percentuale di malati ha potuto trarre benefici dal trattamento con angioplastica di specifici territori venosi che presentavano queste anomalie. Purtroppo ho potuto anche constatare che i risultati migliori si verificano nei Malati che hanno una diagnosi “giovane” mentre si sono rivelati meno efficaci in quelle situazioni dove la malattia aveva avuto anni di tempo per fare danni.

    Personalmente non ritengo essere un visionario e penso obiettivamente potermi definire un “diagnostico esperto” e così faccio veramente fatica capire perché i risultati dello Studio Cosmo siano diametralmente opposti ai miei e dei numerosi altri Specialisti nazionali e stranieri che hanno risultati simili ai miei, anch’essi esperti e non visionari.
    Ancora ritengo sia un vero peccato che questo imponente Studio sia stato effettuato, senza la presenza di Specialisti Vascolari che a ogni buon diritto avrebbero dovuto esserci, visto che si tratta di anomalie vascolari.

    Faccio ancora più fatica a capire perché così poca importanza venga data alle numerose testimonianze dei Pazienti che riferiscono aver tratto beneficio dalle “correzioni emodinamiche” ottenute dall’angioplastica. Eppure queste Persone dovrebbero avere più voce in capitolo ed essere ascoltate.
    Mi riesce difficile capire, e con me le numerose testimonianze dei Malati, perché una sana e costruttiva collaborazione tra Specialisti sia così complicata, per non dire quasi impossibile.
    Il Mondo Scientifico ha sempre presentato scontri di opinioni e contrasti ma credo che questa volta si sia persa una occasione d’oro. Peccato.

    Alla fine, come accade sempre più spesso, saranno i Malati che decideranno ed avranno ( o dovrebbero avere) l’ultima parola.
    Curarsi è un diritto sacrosanto ed ognuno dovrebbe poterlo fare dove vuole, con chi vuole e, soprattutto, quando ne ha bisogno.

    Personalmente credo che la CCSVI esista e faccia parte di una terribile malattia come la Sclerosi Multipla ma, gradualmente, si sta sviluppando l’idea che sia presente anche in altre patologie neurologiche progressive. Il capitolo è ancora aperto, la curiosità ancora tanta, i Malati sono sempre troppi e la loro qualità di vita non sufficientemente adeguata.

    Alla mia prima domanda “perche?” penso aver dato una risposta personale e piuttosto articolata, ad ognuno la libertà di interpretarla come meglio crede nel rispetto del lavoro dei singoli individui.

    Ora speriamo che al Prof. Zamboni sia riconosciuta la pari opportunità si portare a termine lo Studio Brave Dreams che purtroppo è partito in ritardo. La strada è ancora lunga ma la “malattia” non aspetta.

    Dr. Pietro Maria Bavera
    Specialista in Chirurgia Vascolare

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