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Ipnosi per curare la paralisi in alcune rare malattie

L’ipnosi come la conosciamo oggi fu “inventata” per la prima volta da James Braid nel 19° secolo, partendo da una base di studi precedenti ideata da Mesmer. Tuttavia pare che fosse già praticata in un certo modo dagli antichi Egizi. La parola ypnos in greco significa “sonno” e infatti la persona sotto ipnosi cade in una specie di “sonno vigilante” in cui è in grado di parlare e comunicare ma senza ricordare nulla al risveglio.

L’ipnosi fino ad oggi è stata usata per lo più in psichiatria, per riportare il soggetto a vivere un trauma o un ricordo del passato -così da comunicarli al medico- senza però che rammenti la forte esperienza al risveglio. Ultimamente, l’ipnosi viene applicata anche in alcuni casi di chirurgia, per “anestetizzare” soggetti allergici ai gas che normalmente servono per addormentare i pazienti. Ma la scoperta più recente parla di ipnosi per curare le malattie sconosciute che coinvolgono il cervello.

Grazie all’ipnosi, infatti, si possono studiare diversi meccanismi cerebrali, tra i quali una rara e misteriosa forma di paralisi. Così affermano i ricercatori dell’University College di Londra, dopo aver preso in esame diverse paralisi non legate a traumi o malattie. I test hanno portato, tramite l’ipnosi, dei soggetti perfettamente sani a “credere” di non potersi muovere e in effetti quelli non si muovevano più, al risveglio. Studiando le reazioni del loro cervello in tale occasione si potrà capire cosa porta alla comparsa di paralisi misteriose, dunque risalire a quale processo blocca il cervello senza alcun motivo.

admin

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