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Depressione: nella fase iniziale, curarsi "da soli" aiuta

La depressione taglia un triste traguardo: oggi è divenuta una delle prime malattie invalidanti del mondo, anche se l’invalidità è mentale e non fisica. Tuttavia si ripercuote anche sul corpo, e costringe la gente che ne soffre ad allontanarsi sempre più dal mondo reale. E a quel punto deve intervenire uno specialista che accompagni il depresso a rendersi conto dei limiti e di come si possono superare.

Un recente studio inglese però ipotizza che, soprattutto nella fase iniziale della malattia, il paziente può essere aiutato con una terapia “morbida”, e soprattutto consapevole. Se si agisce per tempo, la persona depressa può ancora avere la forza fisica e la lucidità mentale per aiutare se stessa. In questo possono essere molto utili il web e i libri di “auto-supporto”, ovvero quelle occasioni in cui si invita la persona a ragionare in modo attivo sulle proprie paure, le proprie ansie e il modo in cui superarle. Fermo restando che un medico o uno psicologo esperto devono sempre supervisionare il lavoro di presa di coscienza, se il paziente agisce da solo sul proprio disagio può acquistare sicurezza in se stesso e dunque darsi una spinta maggiore per vincere il problema.

admin

0 Commenti

  1. Bellissimo :), finalmente un blog che tratta questo argomento senza quel solito “terrorismo” gratuito

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