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Vaiolo: potrebbe tornare, ma tramite virus animali

Avete mai visto quelle cicatrici rotonde sulla spalla dei vostri genitori o delle persone nate prima degli anni Settanta? E’ quel che rimane del vaccino anti-vaiolo, un tempo inoculato per sicurezza a tutti i neonati ma poi interrotto perchè la malattia, nella versione “umana” fu dichiarata debellata per sempre.

Una vittoria certamente, per la medicina, ma che non aveva fatto i conti con un ritorno imprevisto nel futuro. Il vaiolo non è morto, esiste ancora sebbene sia relegato al mondo animale e non si trasmetta facilmente dalle bestie all’uomo. Ma possiamo esserne davvero sicuri? Un tempo, grazie al vaccino, l’uomo proteggeva se stesso dal virus del vaiolo umano ma anche dai suoi “cugini” di tipo animale. Non ci sono prove che fossero altrettanto dannosi, ma intanto la protezione c’era ed era certa.

Oggi, senza più vaccino da quarant’anni, c’è il rischio che il nostro organismo possa essersi disabituato alla malattia e dunque potrebbe ritrovarsi indifeso in caso di un ritorno, sotto forma di mutazione o anomalia. O semplicemente per una trasmissione tra specie di cui non si era a conoscenza. Il vaiolo oggi è diffuso in Africa tra le scimmie e tra i bovini, alcuni casi si sono registrati anche in Europa. Ma ciò che fa venire il dubbio è che nel nostro continente si sono trovati dei topi malati di vaiolo bovino… una trasmissione tra specie che non era stata prevista. Potrebbe essere un rischio anche per l’uomo?

admin

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