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Disturbi alimentari e depressione: un pace-maker nel cervello li guarirà

Se funziona per il cuore perchè non può funzionare per il cervello? Così, un team di ricercatori canadesi dell’University Health Network ha pensato di installare un pace-maker nella materia grigia supponendo che una stimolazione elettrica al punto giusto e al momento giusto possa sistemare quello che non va. Così è già per il battito cardiaco, con ottimi successi, e il funzionamento sarebbe pressoché lo stesso.

I cavi del piccolo dispositivo (che funziona a batterie esattamente come quello cardiaco ed è inserito soto pelle) verranno agganciati al fascio di nervi che divide l’emisfero cerebrale destro dal sinistro. Una scelta non casuale, dato che le anomalie di quest’area sono tra le prime responsabili di depressione cronica, Parkinson e anche anoressia e bulimia. Lo stimolo elettrico, insomma, dovrà intervenire laddove manca il collegamento giusto e in tal modo ristabilire un equilibrio che non c’è più.

I primi test hanno dimostrato che la cosa funziona e che i soggetti in cui è stato impiantato questo pace-maker cerebrale ritrovano buon umore e appetito. Problemi come l’anoressia e la depressione vengono solitamente curati agendo sul comportamento, con la psicanalisi, ma non sempre si ha un risultato duraturo nel tempo. Ecco perchè intervenendo a livello fisico si potrà dare una grande mano di aiuto alle terapie mentali e salvare moltissime vite umane. La sperimentazione canadese sta dimostrando che lo stimolo elettrico nel cervello agisce non solo sulla patologia ma anche sulle emozioni e sull’umore, aprendo nuovi orizzonti per altre diagnosi.

admin

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