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Staminali: la terribile guerra dei bambini contro i giudici

Torna a far parlare di sé il Metodo Stamina, quella serie di terapie a base di cellule staminali che vide protagoniste due bambine la scorsa estate (la piccola Celeste divenne un nome tristemente noto). Il ministero della salute volle vederci chiaro nel lavoro dei laboratori di Brescia che portavano avanti questa cura e, dopo un’ispezione, venne bocciata e fu aperta anche un’indagine della procura.

Eppure molte famiglie, allora, giurarono che i loro bambini affetti da gravi malattie rare riuscivano a recuperare molte funzionalità del corpo grazie a queste terapie. E ancora oggi continua questa drammatica guerra dei bambini contro i giudici. I tribunali non possono fare altro che far rispettare la legge, che al momento giudica pericoloso e vietato il Metodo Stamina … ma i genitori che vedono i loro bimbi di pochi mesi morire lentamente non ci stanno e vogliono tentare di tutto, anche le cure meno certe.

E così, oggi, a combattere per la vita contro la legge sono i genitori di Federico (affetto dal morbo di Krabbe a soli 20 mesi) che stanno muovendo mari e monti per ottenere le cure necessarie, dato che al bambino restano pochi mesi di vita. E anche i genitori di Sofia, la bimba a cui è stato dedicato perfino un servizio televisivo da “Le Iene” e per la quale il Paese intero si è mosso tempestando di “twit” il sito del ministero della salute, perché anche a lei viene impedito di curarsi col metodo Stamina.

admin

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