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Il mistero del corpicino nel frigo: un giallo alla Bicocca di Milano

Un giallo dai contorni inquietanti all’Università Bicocca di Milano, dove nei laboratori di ricerca sulle staminali, in una delle celle frigorifere (tra l’altro quella con difetti di apertura, difficile da manovrare) è stato trovato un feto umano di circa 4 mesi frutto di un aborto terapeutico.

L’aborto terapeutico è consentito in determinati casi gravi, dunque non ci sarebbe nessuna ipotesi di delitto su questo fronte, ma potrebbe esserci qualcosa di anomalo sul perchè quel corpicino si trovasse proprio lì e proprio in questi giorni. Infatti, i laboratori di Bicocca stanno per rendere pubblici i risultati di alcune importanti ricerche e questo scandalo getta ombre tali sul loro operato che tutti sono certi: si tratta di una mossa per sabotarci! La polizia però non è convinta e si attende il corso della inchiesta interna prima di sondare altre soluzioni.

La scoperta del feto è stata fatta da alcuni ricercatori, i quali hanno subito avvisato ma la notizia era talmente inverosimile che si sono sentiti rispondere: “Avrete visto male”. Solo dopo aver verificato ancora è partita la denuncia. Inoltre, l’involucro che conteneva il corpo del piccolo era contrassegnato col nome di una dottoressa che ormai insegna in America. Il feto appartiene a uno dei suoi studi? Se sì, perchè non si trova nel suo laboratorio? E soprattutto perchè è stato spostato proprio nell’area dello studio sulle staminali?

admin

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