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Bergamo: diabetico escluso dal lavoro, insorge la comunità

Accade a Bergamo nel 2013, a un giovanotto di 22 anni che, se non vai a indagare a fondo, nemmeno lo vedi che ha qualcosa che non va. Christian Giambrone mangia, beve, esce con gli amici e lavora anche (“Ho fatto il pony pizza per mesi, senza problemi“) e certamente nessuno vede quel microdiffusore che porta sottopelle e che gli fornisce l’insulina necessaria a combattere il diabete.

Lo hanno visto però alle Poste Italiane e tanto e bastato per rifiutare la sua domanda di lavoro come portalettere stagionale (tre mesi, a mille euro al mese) in quanto persona “malata”. Una dichiarazione che ha fatto infuriare il ragazzo e tutta la comunità bergamasca, a partire dai medici che lo seguono e che già lo hanno più volte dichiarato abile al lavoro.

Ma non sarebbe abile per le Poste Italiane, anche se consegnare lettere per sette ore al giorno seduto sul motorino o sulla bici non è una fatica tale da minare la salute di un diabetico. Ricordiamo che esistono anche attori, cantanti, politici, operai, insegnanti diabetici… tutta gente che affronta fatiche ben più pesanti di una semplice consegna di posta. Eppure loro possono lavorare! Inoltre, Christian si è dotato di questo diffusore sottopelle, tra le terapie più innovative contro il diabete, per cui non deve nemmeno fermarsi per iniettarsi l’insulina che gli viene somministrata automaticamente. Si attende la giustificazione delle Poste, mentre scendono in difesa del ragazzo anche i medici della Società Italiana di Diabetologia.

admin

0 Commenti

  1. ambrosini celeste

    non solo le poste anche i supermercati non assumono se hai il diabete

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