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Staminali: tribunale di Trento consente le cure per la piccola Desirée

Nonostante gli strali della stampa scientifica estera contro il nostro Paese, e gli studi atti a ribadire la scarsa sicurezza del metodo di infusione con staminali per la cura di alcune malattie rare, l’Italia continua a sostenere la battaglia dei genitori di tanti bambini malati a colpi di sentenze.

Ieri il tribunale di Trento ha dato l’OK per le cure di Desirée, una bambina di tre anni malata di SMA (Atrofia Muscolare Spinale) e bisognosa, a detta dei genitori, delle infusioni operate dai laboratori dell’ospedale Civile di Brescia. Il metodo tanto contestato consiste nel prelevare cellule staminali dal midollo, lavorarle in laboratorio e infonderle nuovamente nel corpo del paziente.

I risultati di tanti bambini malati parlano di “notevoli miglioramenti”, per cui molti genitori hanno condotto vere e proprie battaglie legali per continuare tali cure nonostante i dubbi e gli ammonimenti della comunità scientifica e delle agenzie dei farmaci. Così dopo Celeste, che ha aperto il caso pubblicamente, e dopo le feroci battaglie condotte dai genitori di Sofia, di Federico e di Smeralda, ora la legge vince anche nel nome di Desirée. Il metodo è certamente insicuro e forse ancora poco consigliabile, ma forse saranno proprio questi bambini a dimostrare al mondo se ciò è vero o no.

admin

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