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Anche gli antitumorali diventeranno "generici". I dubbi degli oncologi

Tra quest’anno e il 2015 scadranno diverse marche di medicinali antitumorali, come Rituximab, Cetuximab, Trastuzumab che servono per curare patologie come il cancro al colon-retto, quello al seno e i linfomi non-Hodgkin. “Scadere” significa soltanto che diventeranno anche questi farmaci generici, quindi economicamente accessibili. Una cosa positiva? Non del tutto.

Per prima cosa occorre dire che per certi farmaci, non è corretto usare il termine “generici” in quanto si tratta di elementi molto complessi nati per combattere malattie complesse e dunque si chiameranno “copie biosimilari” dei farmaci di marca. Il dubbio della comunità scientifica nasce dal fatto che la composizione di queste “copie” viene fatta con molecole simili ma più grandi di quelle del farmaco di marca. Di conseguenza qualcosa nella loro efficacia si potrebbe falsare.

Gli oncologi sono concordi nel richiedere una maggiore vigilanza su questo tipo di farmaci, sul modo in cui sono prodotti e su cosa contengono. Essi richiedono anche una legislazione attenta e precisa sul loro utilizzo. Solo su richiesta del paziente, dopo essere stato adeguatamente informato, si può prescrivere un farmaco “copia” o un “generico” invece dell’originale e per far questo occorre che i primi ad essere informati siano proprio i medici. Dunque prima di lodare l’avvento di queste novità, certamente meno costose e facili da reperire, è meglio accertarsi della loro efficacia su malattie delicate, come i tumori, con le quali non si scherza.

admin

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