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Un rene fatto rinascere con le staminali. Speranze per il futuro dei trapianti

Una ricerca congiunta dell’Università di Innsbruck, in Austria, e del Massachusetts General Hospital di Boston ha prodotto il primo rene funzionante interamente creato in laboratorio partendo dalla base di un rene vecchio già “morto”. L’organo è stato letteralmente riportato in vita e reintrodotto alle sue funzioni normali.

Considerata la grande richiesta di reni, e la scarsità di donatori, gli scienziati austriaci e americani hanno tentato una via nuova. Una sorta di auto-trapianto dallo stesso paziente. Finora l’esperimento è stato condotto sui topi, ma con grande successo e si sta già pensando di provare con gli esseri umani. Il tutto consiste nel prendere il rene malato, o già bloccato, ripulirlo in laboratorio da tutte le cellule morte o non funzionanti lasciando solo una piccola struttura di base.

Su tale “scheletro” sono state impiantate delle cellule staminali dello stesso topo e poi conservato in una camera a temperatura speciale per 12 giorni. Le cellule hanno effettivamente ricostruito l’organo, sebbene la sua efficacia in laboratorio fosse solo del 23% e, una volta reimpiantato nel topo, sia scesa al 5%. Occorre dunque fare ancora molte migliorie per ottenere un organo davvero funzionante sebbene, facciano notare i ricercatori, in chi ha insufficienza renale anche un misero 5% di funzionalità significa VITA.

admin

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