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Tumore alla prostata, aspettativa di vita più lunga… e senza chemio

Torniamo ad occuparci del tumore alla prostata, massima preoccupazione dell’universo maschile che, anche quando viene trattato e curato lascia spiacevoli effetti collaterali. Un tumore aggressivo che spesso porta alla morte e per il quale la ricerca è impegnata su ogni fronte nella ricerca di una cura. In questo panorama, ogni giorno in più è guadagnato.

Per questo è importantissimo capire come funziona la nuova scoperta descritta dalla rivista LANCET ONCOLOGY alla fine dell’anno scorso, relativa alle proprietà di un farmaco NON chemioterapico, l’abiraterone acetato, che prolungherebbe l’aspettativa di vita nelle persone affette da tale malattia. I test condotti finora hanno dimostrato che la sua azione prolunga la vita del paziente in media di 5 mesi e non solo, ma migliora di moltissimo la qualità di vita di chi è già in uno stadio avanzato del tumore.

L’abiraterone acetato, prodotto per la prima volta negli anni Novanta, ma accettato in USA e in Europa solo nel 2011 (in Italia è presente da quest’anno), è un farmaco che ha il potere di bloccare un enzima tipico del tumore all’apparato genitale maschile. Lo stesso farmaco si sta sperimentando al momento su alcuni tipi di cancro al seno e presto si potranno avere risultati anche su questo fronte. Nel frattempo i malati di tumore alla prostata possono sperare di vivere un po’ di più e un po’ meglio, mentre la ricerca continua la corsa contro il tempo per salvarli.

admin

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