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Milano, dopo la liberazione delle cavie scoppia l'allarme per le infezioni

Caos, ieri, davanti all’Università Statale di Milano dove alcuni attivisti animalisti con un blitz di protesta sono entrati nei laboratori liberando diverse “cavie” (conigli, topi e ratti) e si sono scontrati con la contro protesta della stessa università. Una manifestazione molto agitata che ha visto più volte l’intervento della polizia a calmare gli animi.

Ricercatori, professori e studenti dell’ateneo milanese infatti hanno usato toni pesanti e carichi di rabbia, una rabbia anche giustificata se si pensa al danno economico subito dall’università. Ma non è solo quello. “Hanno liberato animali infetti, che adesso diffonderanno queste malattie in tutta Milano… se non in giro per il Paese” ha dichiarato un professore. Inoltre, questi animali che vivono quasi sempre in ambiente sterile e protetto non hanno difese immunitarie adatte per difendersi dal freddo, da altre malattie. Meno che mai sanno come difendersi dai pericoli del mondo esterno, come altri predatori o come le macchine per le strade.

Il blitz animalista è stato portato avanti con un mezzo accordo con il dipartimento universitario, presso il quale alcuni attivisti si erano incatenati. Una volta ottenuto il permesso di liberare alcuni animali, loro invece hanno creato il caos liberandoli tutti ma anche scambiandoli di posto in alcune gabbie. “Non immaginano nemmeno il danno che hanno fatto, all’Università certamente, ma anche alla società e agli altri cittadini”, protestano gli addetti ai lavori. In effetti, pur se sembra molto crudele, la sperimentazione sugli animali ha permesso di trovare cure importanti per molte malattie … anche per malattie che riguardano gli animali stessi, come l’Aviaria ad esempio, che la ricerca sta tentando di risolvere ogni giorno.

admin

0 Commenti

  1. In realtà se vedete i video i toni di ricercatori e professori non sono assolutamente stati aggressivi o offensivi, piuttosto come al solito gli animalisti estremisti hanno scagliato slogan offensivi e privi di senso…

    In più, l’azione compiuta è un reato.

  2. ricordiamoci che non li hanno liberati. li hanno sequestrati. sono esseri viventi e quello che è stato fatto è un reato gravissimo, che va condannato unilateralmente.

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