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Fuga dall'Italia? Il Veneto non ci sta e promuove i propri talenti scientifici

Chi l’ha detto che bisogna per forza scappare dall’Italia e portare l’intelligenza e la forza lavoro dei propri giovani all’estero? La crisi colpisce pesante, le lacune di un governo incerto pure, ma se si comincia a far qualcosa a livello locale, tutti insieme, forse si possono salvare generazioni e, con esse, l’intero Paese.

Ci crede la Regione Veneto che sta avviando per la prima volta un esperimento educativo che altrove (USA, Cina, Giappone, Australia) è già una norma di vita ma che da noi stenta a decollare, per colpa del soffocamento del merito studentesco. Educare e “coltivare” i propri talenti sul territorio in modo che non vadano più via è un obbligo. Lo sa bene l’assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan che presenta in questi giorni a Vicenza “E.T. EDUCATIONAL TO TALENT”.

Si tratta di un progetto scolastico che parta già dalle elementari, individuando i bambini più intelligenti e promettenti -soprattutto nel campo scientifico e matematico, ma non solo- e che li segua con occhio particolare ma senza farne dei privilegiati. L’idea è quella che questi piccoli geni possano influenzare i compagnetti meno “svegli” e condurli per mano a uno sviluppo insieme. Insomma, invece di lasciare i piccoli studiosi all’emarginazione e alle prese in giro dei compagni, far sì che siano loro a trascinare i compagni verso l’eccellenza. Un modo per offrire a questi ragazzi geniali (ma anche a chi li segue) la possibilità di un futuro nel proprio Paese che li valorizzi e dia loro la possibilità di mettersi in mostra.

admin

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