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Ti piace parlare solo di te? Sei a rischio depressione!

Uno studio tedesco farà molto discutere, perchè preso così a prima vista sembra un’esagerazione ma forse in realtà non lo è. Una ricerca condotta nel campo della psicoanalisi, su soggetti facili prede della depressione, ha osservato che queste persone usavano spesso e volentieri i pronomi in prima persona.

“Io” e “me”, ma anche un paio di “mio” sparsi qua e là, erano una ripetizione martellante e ossessiva nel loro modo di parlare. Un riferimento alla propria persona che molti scambiano per sicurezza di sé e determinazione ma che invece spesso indica una insicurezza molto grave e un allontanamento dalla società civile, in quanto si guarda a se stessi come entità a parte e superiore alle altre.
Al contrario, le persone che usano spesso il “noi” e il “nostro”, “facciamo” e “andiamo” risultano più integrati con il sociale e quindi più popolari e meno soli. La conseguenza (registrata senza ombra di dubbio dai dati) è che gli egocentrici cadono più facilmente in stati depressivi molto gravi, mentre le persone socievoli e aperte al prossimo … anche nei momenti tristi… riescono a superare facilmente l’abbattimento. Forse anche con l’aiuto degli amici, che invece chi parla solo di sé non ha.

admin

0 Commenti

  1. Complimenti per l’articolo!

    Effettivamente già la parola ‘depressione’ indicherebbe una convergenza verso ‘l’interno’.

    La persona depressa mette al centro la propria persona, non per colpa sua, ma a causa della sua malattia.

    Infatti una volta usciti da questa ‘nube nera’ si riesce a vedere anche gli altri ed avviene un’appertura verso il mondo esterno.

  2. Ops… volevo dire apertura 🙂

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