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Malattie del fegato: il cadmio aiuta a diagnosticarle per tempo

Il cadmio non è affatto un “amico dell’uomo”, è invece un metallo molto tossico usato per anni e anni nei rivestimenti di batterie, nei prodotti di plastica e come rivestimento di leghe metalliche varie e oggi si trova disperso nell’ambiente dopo decenni di incuria nello smaltimento. Lo respiriamo ovunque e lo respiriamo in forma maggiore ogni volta che fumiamo una sigaretta.

Eppure, il cadmio può rivelarsi un prezioso alleato se, tramite esso, si possono diagnosticare per tempo le malattie al fegato… tra le più letali perché spesso nascono in modo indolore e si aggravano velocemente. E’ stato uno studio della Johns Hopkins University School of Medicine a scoprirlo, comparando una serie di risultati di analisi con risposte che i pazienti davano riguardo abitudini alimentari, vizi e comportamenti quotidiani. Quando nelle urine si rileva la presenza elevata di cadmio, la persona ha 3,5 probabilità in più di sviluppare gravi malattie del fegato.

Tra le malattie (quasi tutte con esito mortale) anche la steatosi epatica non alcolica, ovvero l’ingrossamento del fegato dovuto a cause altre dal consumo di alcolici. Il fenomeno del cadmio come precursore di malattie del fegato si rileva più negli uomini che nelle donne, forse perchè gli ormoni femminili proteggono meglio il corpo da questi avvelenamenti. Occorrerà imparare ad adattare alcune terapie -con le quali si disintossica il corpo dal mercurio e dal piombo- anche per il cadmio e vedere se questo effetto avrà risultati positivi.

admin

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