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In Italia, i malati di AIDS vivono meglio e di più

Italia batte USA per l’aspettativa di vita dei malati di AIDS conclamata. Un risultato importante che, sebbene poco consolatorio per l’esito del male, per lo meno dimostra che nel nostro Paese c’è attenzione per le cure e una migliore condizione per chi deve usufruirne. Mentre gli altri stati europei si attestano più o meno intorno ai risultati italiani, se paragonati con quelli americani i nostri sono di gran lunga migliori.

L’AIDS non è più una malattia mortale al 100%. Nel senso che, anche se l’esito è sempre quello del decesso, ormai essa si protrae tanto a lungo negli anni che i malati hanno il tempo di invecchiare prima che i sintomi si aggravino. Si trasmette per via sessuale, per contatto ematico o per ereditarierà (da madre a figlio) e in buona parte dei Paesi del terzo mondo è ancora la principale piaga sociale. Le cure tuttavia stanno ormai raggiungendo anche queste zone del pianeta e la prevenzione sta aiutando a bloccare la diffusione della malattia.

In Europa, intanto, e in Italia in particolare la coscienza delle persone malate si è evoluta. Esse ormai seguono costantemente le cure, svolgono attività lavorative, collaborano alla diffusione della prevenzione e raggiungono età che in altri Paesi non sono nemmeno ipotizzabili. Segno che qui da noi stiamo lavorando bene in questo campo e grazie a questo esempio potremmo guidare molti altri Paesi verso una forma di accettazione e “reinserimento sociale” dei malati, non più esseri alieni ma parte attiva del mondo.

admin

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