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Batticuore da paura. Ecco quando preoccuparsi per la tachicardia

L’abbiamo sperimentata più o meno tutti. Sotto sforzo per una corsa, davanti a una scena emozionante o all’improvviso, senza ragione, anche mentre leggiamo il giornale. Il cuore accelera o salta i battiti e a noi sembra di morire per due lunghissimi secondi. La tachicardia, che genera queste anomalie del battito chiamate extrasistole, spaventa non poco. Ma c’è davvero da preoccuparsi?

Solitamente si tratta di un fenomeno benigno, innocuo, dovuto a una situazione passeggera ma a volte può essere preavviso di qualcosa di più serio. Se esiste anche un solo sospetto (per storia familiare, per eventi precedenti) che porti a questo è meglio farsi controllare dal medico con un elettrocardiogramma e una visita accurata. Nei casi più gravi, la tachicardia è dovuta a un disturbo della tiroide (ipertiroidismo), ma si può trovare anche in una sindrome ansiosa, nella febbre o nella disidratazione. Può anche essere avvisaglia di disturbi alla “centrale elettrica” del cuore.

La tachicardia si può curare, oggi più che mai. Esistono farmaci in grado di regolarla, macchinari come il pace-maker che vengono impiantati sottopelle e sono ormai talmente precisi e invisibili da non alterare affatto la normale vita quotidiana di una persona. In casi più gravi occorrerà impiantare dei defibrillatori che entrino in azione al minimo segnale di pericolo. Una visita comunque è consigliata anche nei casi meno preoccupanti, non fosse altro che per tranquillizzare la persona. Ricordiamo che la paura favorisce questo disturbo e va placata al più presto.

admin

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