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L'epidemia del gioco… che può anche essere mortale

Si chiama Ludopatia e non è solo un “vizio” ma una malattia finalmente riconosciuta e associabile alla depressione. In effetti nasce da un “fondo” depressivo che porta la persona a cercare fortuna e speranza nel gioco e nella scommessa senza potersi più frenare, anche se perde in continuazione. Una vera e propria epidemia, che la crisi ha contribuito ad allargare a macchia d’olio e che può avere esiti mortali.

Non sono rari, infatti, i casi di cronaca di persone che uccidono o si uccidono per aver perso tutto al gioco e si tratta quasi sempre di persone già povere, come alcuni pensionati, i disoccupati, gli immigrati. Ma anche molte casalinghe e molti impiegati cedono a questa tentazione pericolosa, condannata sia dalla morale comune che dalla medicina, come tutti gli eccessi. L’Università Cattolica di Brescia ha condotto uno studio su 300 persone sparse su diverse sale gioco e ha evidenziato che se uno scarso 15% che vince guadagna 120 euro, per contro l’85% dei giocatori ha una perdita media di 40 euro al giorno (per un totale di 280 euro settimanali).

Mentre il governo sta pensando di ridurre le pubblicità del gioco in TV e il Codacons sta per spiccare 20 denunce soprattutto nei confronti di quelle sale gioco che, relegando le macchinette d’azzardo in locali bui, stretti e rumorosi, aumentano la rabbia e la disperazione dei clienti… spingendoli a giocare ancora di più … psicologi e medici invitano chi ha questo problema a farsi visitare. Dalla ludopatia si può guarire, prima che si trasformi in una pistola puntata alla tempia. Letteralmente.

admin

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