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Il primo trauma infantile? Quello alle mani

Le scoprono durante i primi mesi di vita, osservandole con aria accigliata come a dire: “A che serve mai questa roba qua?“. Poi prendono confidenza e le usano, eccome! Parliamo delle mani, il primo e più importante mezzo di conoscenza dei piccolissimi e per questo anche il primo a subire traumi durante l’infanzia.

Superando anche i bernoccoli in testa, i traumi alle mani sono causa di ricovero in ospedale per 30.000 bambini ogni anno, negli ospedali pediatrici di mezzo mondo. Tagli, ustioni, ammaccature, dita che rimangono chiuse nelle porte e nei cassetti, o nella bocca del gatto … il mondo si scopre col tatto, a quell’età, e il pericolo di questa scoperta è insito nel gesto. Tuttavia è sbagliato impedire ai bimbi di usare le mani, perchè si limiterebbe il loro sviluppo intellettivo.

Il Ministero della Pubblica Istruzione sta pensando allora a un metodo preventivo, per lasciare liberi i bambini e tranquilli i genitori. Premesso che nei primi due anni di vita occorre sempre la presenza di un adulto attento accanto al piccolo, quando diventano più grandicelli li si può coinvolgere in progetti che insegnino loro a capire i pericoli. Disegnare il fuoco che brucia, o il coltello che taglia, o la bocca dell’animale che ti morde è un modo per imprimere nella loro mente il pericolo e come affrontarlo nel migliore dei modi. Il progetto partirà a settembre in tutte le scuole, e saranno anche indetti incontri informativi con medici e educatori.

admin

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