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Un aiuto "virtuale" per la ripresa post-ictus che ci farà risparmiare miliardi

Una spesa inverosimile per un problema che ormai riguarda troppe persone, nel nostro Paese. In Italia, infatti, i casi di ictus sono circa 200.000 l’anno con un numero di decessi che ruota intorno ai 69.000, mentre sono 930.000 le persone che ne portano le conseguenze sul corpo per tutta la vita. Per affrontare queste drammatiche cifre, esistono solo 70 “stroke unit” ovvero strutture dove la persona colpita da ictus viene seguita in tutto e per tutto da un team completo di esperti.

La spesa che deve affrontare il Paese per l’assistenza, la cura, i viaggi della speranza e la lunghissima riabilitazione di queste persone è di 3,5 miliardi di Euro annui, un salasso che si deve e si può ridimensionare. E’ questo l’obiettivo che si è posto Valerio Sarmati, esperto in riabilitazione neurologica specializzato nel recupero di pazienti post-ictus: il suo metodo si basa su supporti tecnologici e computerizzati che permettono al paziente di fare esercizi di riabilitazione e di semplice movimento quotidiano da solo, semplicemente seguendo dei “tutorial” sul computer.

Questa riabilitazione e assistenza “virtuale” permette non solo di eliminare i costi dei “viaggi della speranza” ma anche di alleggerire il peso dei familiari di una persona colpita da ictus. La persona, dal canto suo, viene stimolata a fare le cose in modo autonomo e questo accelera il processo di ripresa del cervello e del corpo facendo sì che non si lasci prendere dalla depressione e dalla pigrizia. Un’idea che, se applicata bene ovunque, potrebbe far risparmiare al Paese e alle singole famiglie notevoli quantità di denaro in cambio di aiuti molto preziosi.

admin

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