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Sigarette elettroniche: in Italia divieti, in USA affari

L’Italia si è appena accodata alle leggi francesi, imponendo divieti e difficoltà di ogni tipo sulla vendita delle sigarette elettroniche. Dettate certo dalle migliori intenzioni (verificare la bontà del prodotto prima di dare il via libera) è pur vero che così, da noi, si sta frenando un nuovo commercio in ascesa.

Mentre noi in Europa camminiamo in punta di piedi, gli Stati Uniti colgono la palla al balzo e si lanciano nel nuovo affare della sigaretta elettronica. La Reynolds, casa che produce sigarette come le Camel e le PallMall, sta cercando di anticipare i tempi e prima che la “e-cig” le rubi i clienti sta pensando bene di produrne a sua volta.

Fantastico affare!” la definiscono gli americani e anche la Altria (produttrice di Marlboro) e la Lorillard, tra le più grandi case di tabacco del Paese si sono avventurate nella nuova dimensione degli “svaporatori”. Dato che sul tabacco ormai anche in America dominano i divieti, le case produttrici puntano sulle sigarette al vapore finché si può, ovvero finché non ci sono ancora ostacoli alla vendita. Ragionamento opportunistico e totalmente opposto a quello italiano.

admin

0 Commenti

  1. A volte penso che in Italia lo facciano apposta 🙂

    Il fatto che le major del tabacco si stiano muovendo, comunque, non è detto che sia perchè hanno fiutato il business, piuttosto direi che stanno cercando di limitare le perdite, riconoscendo che la ecig è qualcosa di più di una semplice moda passeggera.

  2. Si stanno inventando un sacco di divieti ma non riusciranno a bloccare questa sacrosanta rivoluzione. Mesi fa ho acquistato una sigaretta elettronica, una fumok, quella pubblicizzata dal Principe Filiberto e posso dire che ho risparmiato soldi e non ho avuto più esigenza di fumare tabacco. Fatevi un favore… provateci

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