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Sanità: gli italiani ricorrono sempre meno al Pronto Soccorso

Si era arrivati certamente a un punto di saturazione. Si correva al Pronto Soccorso anche per un dito tagliato, per una storta alla caviglia o per il bambino con la febbre a 38. La conseguenza era che i codici bianchi (non gravi) sovrastavano e bloccavano l’attività dei medici che avevano meno tempo per i codici rossi, ovvero per chi rischiava davvero la vita.

Questa tendenza sbagliata pare sia finalmente in calo. Nel 2012 infatti sono diminuiti di 1 milione gli accessi al Pronto Soccorso in Italia, lo rivela una ricerca condotta dalla AGENAS, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, nell’ambito della valutazione di alcuni cambiamenti nella gestione dei servizi sul territorio. Gli italiani hanno imparato a capire meglio la gravità delle malattie e a non abusare dei servizi importanti forniti dagli ospedali, dando così modo ai Pronto Soccorso di sveltire il lavoro.

Il merito è anche di una migliore distribuzione delle attività mediche in ambito regionale: rafforzamento degli ambulatori privati, aumento delle postazioni mediche, strutture aperte anche di notte e così via. Ma anche nel resto del mondo ci si sta ridimensionando riguardo ai ricoveri di urgenza: in America la percentuale si attesa fra il 9 ed il 54,1% mentre è fra il 19,6% e il 40,9% in tutto il resto dell’Europa.

admin

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