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Cervello trasparente? Un'idea giapponese per studiarlo meglio

Il cervello è l’ultima frontiera da esplorare. Un organo che non si è ancora riusciti a decifrare, che quando sembra di avere una soluzione in mano ci presenta nuove anomalie, nuove malattie, nuove potenzialità che confondono. Per i medici, capire il cervello definitivamente sarebbe un vero miracolo. O forse è solo una questione di studio approfondito, di impegno.

Ma come si fa a studiare qualcosa che è anche molto spessa e scura e che impedisce una chiara visualizzazione della sua stessa struttura? Al Centro RIKEN di Biologia, in Giappone, alcuni scienziati hanno trovato una soluzione facile, veloce, economica e tutta naturale! Una soluzione zuccherina, facilissima da preparare, che non danneggia tessuti o funzioni cerebrali e che unita alla microscopia e alla fluorescenza permette di rendere il cervello trasparente.

Non più un labirinto ma una boccia di vetro, attraverso la quale osservare e studiare nei dettagli ogni problema. Dunque basta solo acqua e fruttosio (in una soluzione battezzata SeeDB) per aprire mondi sconosciuti alla ricerca medica e si sta già valutando l’ipotesti di fare di questo mezzo uno dei principali metodi di studio. Si devono ancora verificare gli effetti nella lunga distanza, ovvero se dopo mesi di utilizzo la soluzione non danneggi qualche cellula o qualche tessuto. Una volta tolto questo dubbio, il cervello trasparente sarà una realtà.

admin

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