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Sigarette elettroniche: una possibile tassa sarebbe un danno anche per la salute

Le sigarette elettroniche sono un affare così immediato e planetario che i venditori si sono già organizzati e in Italia si è stabilita la prima associazione dei rivenditori autorizzati (ANAFE) presieduta da Massimiliano Mancini. Proprio da Mancini parte l’allarme sulle possibili tasse che pendono sul commercio di e-cig.

Lo faranno. Metteranno delle tasse sulle sigarette elettroniche e saranno tasse altissime … forse anche più del 50%” assicura, sconsolato, il presidente dell’ANAFE. E’ una possibile tassa che il governo metterà per coprire i costi del mancato aumento dell’IVA e che cadrebbe come una ghigliottina sulle teste dei tanti nuovi imprenditori che investono ogni giorno sul tubetto che “svapora”. Un’industria giovane fatta di giovani che ha appena ritrovato una via d’uscita contro la crisi e rischia di ricaderci di nuovo.

Le solite cose all’italiana” dice ancora Mancini “Nel nostro Paese si copre tutto con le tasse spingendo i cittadini a cercare i beni all’estero e provocando la chiusura degli esercizi commerciali locali“. E nel caso delle e-cig questo è un rischio legato anche alla salute. Infatti, molte sigarette elettroniche provenienti dall’estero non sono sottoposte ai dovuti controlli, per cui se si costringeranno gli italiani a ricorrere a questi prodotti potremmo avere casi di persone che rischiano la salute seriamente. E in quel caso non sarebbe colpa delle sigarette ma dello Stato italiano che costringe a certe scelte estreme.

admin

0 Commenti

  1. Ho comprato una sigaretta elettronica Fumok e oltre a migliorare la mia salute ho risparmiato anche soldi… speriamo non mettano nessuna tassa…

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