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Addio a Margherita Hack: ha dimostrato che il cervello attivo rimane giovane

La “Signora delle Stelle” che non credeva al Paradiso è morta ieri, a 91 anni, e oggi magari starà scoprendo quelle ultime frontiere che il suo cervello di scienziata le presentava come improbabili o inesistenti. Margherita Hack era una grande donna, una scienziata e un’astrofisica di cui l’Italia andrà sempre fiera. Un esempio per tutti, per le donne che mettono davanti a tutto l’intelligenza, ma anche per le persone anziane.

Nata a Firenze nel 1922, passò all’Università senza sostenere la Maturità per colpa dello scoppio della II Guerra Mondiale ma mai una volta lasciò dubitare che quel diploma non lo avrebbe meritato e superato a pieni voti. Si laureò nel 1945, con voto 101/110 in un ambito (la fisica) che a quei tempi più che mai era monopolio maschile. Da donna ha dimostrato di avere capacità altissime, pari e forse superiori a quelle dei colleghi maschi. Impegnatissima in ogni campo delle scienze, ma anche in politica, nei diritti civili e nelle discussioni etiche (era un’atea convinta), nonostante l’età molto avanzata e gli acciacchi ha continuato a lavorare, a studiare e a scrivere fino ai suoi ultimi giorni.
Più di una volta si è detto che per combattere il declino cognitivo e neuronale della vecchiaia occorre uno stile di vita sano, una dieta genuina e equilibrata e soprattutto molto impegno. Il cervello si nutre di esperienze nuove e se smette di imparare si spegne lentamente. La Hack ha dimostrato che una mente resta giovane per sempre, se impegnata e utilizzata fino all’ultimo giorno con entusiasmo e impegno: che si tratti di astrofisica, di uncinetto, di bocce, di giochi con i nipotini.

admin

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