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Erbe medicinali cinesi inquinate dai pesticidi: lo rivela Greenpeace

Da tempo siamo ormai abituati a pensare che le medicine orientali sono benessere, le associamo spesso ai vegetariani, alle meditazioni e a tutto un insieme di concetti e idee che ce le fanno apparire sane, utili, pulite e genuine. Ma Greenpeace, uno dei principali organismi per la protezione dell’ambiente, ci sveglia da un sogno e denuncia la presenza di pesticidi nelle erbe usate dalla medicina orientale.

Una denuncia che fa seguito a un’indagine condotta in Cina, Corea ma anche nel nord Europa e in America dove la medicina tradizionale asiatica è ormai una concorrente valida della medicina tradizionale. Eppure anche nella saggezza orientale si annida il pericolo: 23 residui chimici di pesticidi sono stati trovati solo in un controllo svolto in Italia, cifra che certamente aumenta se si considera la diffusione planetaria di queste terapie.

L’assunzione di parti chimiche nel corpo può provocare disturbi cognitivi, problemi di fertilità, oltre che aumentare il rischio di cancro. Il fatto che questi elementi chimici si siano trovati in prodotti considerati “naturali e innocui” preoccupa non poco, ed ecco perchè Greenpeace ha diffuso un comunicato a tutti i governi in cui:
Chiediamo alle autorità europee controlli e sistemi di monitoraggio più severi per escludere la presenza di residui di antiparassitari nei prodotti alimentari. Le aziende, inoltre, devono adottare sistemi di verifica efficaci per gli alimenti importati, distribuiti o venduti direttamente ai consumatori

admin

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