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L'Alzheimer causato da "cattivo smaltimento dei rifiuti" cerebrali

Il cervello, micro-universo che si governa da sé, funziona come una città. Accoglie, conserva, mobilita, fa lavorare e smaltisce tutto ciò che non è utile al proprio fabbisogno. Ma quando si accumulano troppi rifiuti, esattamente come succede in città, le strade vanno in TILT e l’intero sistema smette di funzionare. Sarebbe legato a un “cattivo smaltimento dei rifiuti” cerebrali la comparsa di malattie come l’Alzheimer.

A dirlo, dopo un attento studio, sono i ricercatori dell’Urmc Center for Translational Neuromedicine, coordinati da Maiken Nedergasrd. All’inizio del XIX secolo si era scoperto che il cervello usava una specie di “dogana”, una barriera che decideva quali molecole usare e quali smaltire. Non si era dato molto peso alla cosa finché non si è ipotizzato che queste barriere siano una delle cause dell’insorgere di malattie neurodegenerative e solo ora si è tornati sull’argomento. Scoprire come funziona questa barriera e come “smaltisce i rifiuti” aiuterà moltissimo a capire e combattere queste malattie.

Una recente scoperta sta permettendo di sperimentare una nuova classe di farmaci abilitata a colpire uno specifico enzima del cervello, in tal modo prevenendo la perdita di memoria nei soggetti (in questo caso i topi) malati di Alzheimer. Potrebbe essere questa nuova generazione di farmaci, associata alle nuove conoscenze sul transito e lo smaltimento di molecole nel cervello, a creare la soluzione definitiva per la cura di questa e altre malattie legate alla degenerazione neuronale.

admin

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