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Sicilia: a rischio tre reparti maternità, tra cui quello di Caltagirone

E’ necessario per ripianare i debiti, è necessario per migliorare le prestazioni in tutta l’isola. Tre reparti maternità e rispettivi punti nascita a rischio, probabilmente sacrificati per poter salvare piccoli ospedali di montagna o le guardie mediche delle isole minori e poter evitare danni maggiori. Non è facile la vita per l’assessore alla sanità regionale, Lucia Borsellino, che deve affrontare gravi problemi su più fronti.

Da un lato il decreto Balduzzi che sta mettendo a dura prova le spese degli ambulatori privati ma anche i numeri di posti letto generali. Si deve attuare per evitare sprechi di soldi e di risorse, questo si sa, ma per fare ciò si dovrà rinunciare ad altri servizi magari in eccesso ma che ormai erano una comodità per i cittadini. Sono a rischio chiusura i punti nascita di Augusta, Petralia e Caltagirone, quest’ultimo a servizio di una comunità molto grossa. Anche su Petralia si pone un problema legato alla comodità della vicinanza in un territorio, tra l’altro, non facilmente servito dalle strade regionali.

Ma chiudendo questi tre reparti quasi certamente verranno salvati i punti nascita delle isole Eolie, quelli dei paesini sperduti delle montagne al centro dell’isola, quelli dei paesi isolati. Oltre a questo si sta cercando di limitare l’occupazione dei posti letto con visite e screening effettuati a domicilio, o con controlli gratuiti soprattutto per le malattie come il cancro, effettuati dalle ASP. Con tutto ciò la Sicilia è ancora tra gli ultimi posti, in Italia, per risparmio di posti letto e di costi. Una situazione a cui porre rimedio per il bene di tutti.

admin

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