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Tubercolosi: potrebbe arrivare anche dai gatti

Si è tanto parlato di un ritorno della tubercolosi, dopo due secoli di tregua che la davano quasi per sconfitta. In realtà questa malattia polmonare non è mai sparita, ma ha continuato a manifestarsi soprattutto nei Paesi più poveri. Una delle prime ipotesi è che il ritorno della TBC in Europa sia dovuto appunto all’arrivo di popolazioni africane che la riportano da dove era venuta, ma forse esiste un’altra causa … molto più domestica: i nostri gatti.

Lo rivelano i ricercatori dell’Università di Edimburgo, dopo aver analizzato alcuni tipi di bacilli che si trasmettono dai bovini e dai roditori agli animali di casa, in particolare ai gatti. Tra questi bacilli c’è anche il Bacillo di Koch (Mycobacterium tuberculosis) che causa appunto la tubercolosi polmonare. Prima che si entri nel panico è giusto specificare che solo un gatto su mille è a rischio contagio, per cui non è il caso di allontanare tutti i felini nè i loro orgogliosissimi padroni. Ma certamente è bene fare attenzione ai luoghi che il gatto frequenta e a eventuali sintomi.

I gatti che vivono in campagna hanno più possibilità di ammalarsi, entrando in contatto con mucche o roditori infetti, mentre i gatti che vivono in città potrebbero contrarla da quel che mangiano durante i loro “giretti” senza controllo. Nonostante la percentuale di gatti infettati dalla TBC sia bassa (solo l’1%) i veterinari e i ricercatori raccomandano molta prudenza, perchè la trasmissione da gatto a uomo è comunque immediata e subito molto grave. Insomma, quel caso su cento, o su mille, potrebbe bastare per mandare all’ospedale tutta una famiglia … o più. Occhi aperti e veterinario sempre a disposizione, quindi, cari padroni di gatti.

admin

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