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La guerra dei farmaci: in Italia molti sono introvabili

Antidolorifici, ansiolitici, antidepressivi, farmaci per il Parkinson e per le allergie, farmaci antitumorali. Sono queste alcune delle medicine che da un po’ di tempo risultano quasi introvabili, nelle farmacie italiane. Un allarme lanciato proprio dai farmacisti stessi, contro i quali esplode la rabbia dei cittadini ma che non hanno alcuna colpa.

Non si capisce di chi sia la colpa, ma fatto sta che le consegne sono regolari presso le grandi catene farmaceutiche ma poi succede qualcosa durante la distribuzione locale. Una politica dei prezzi sbagliata esiste, purtroppo, e si è già visto con lo scandalo dei farmaci tumorali a 1000 euro, ma esistono anche determinati “favoritismi” verso i migliori acquirenti e gli altri vengono lasciati a secco. Esiste anche l’allarmante fenomeno del “mercato parallelo”, che prevede l’esportazione di determinati farmaci in Italia solo se questi, nel nostro Paese, avranno un prezzo al pubblico/farmacia inferiore rispetto a quello di altri Paesi.
L’agenzia del farmaco AIFA purtroppo conferma: esiste una dispersione di medicinali su altri canali, e pochissimi arrivano alla distribuzione capillare delle piccole farmacie. Una guerra della convenienza economica che si sta giocando sulla pelle delle persone meno abbienti, o di chi vive nei piccoli centri, e che deve essere fermata. Un suggerimento per uscirne? Attivarsi a livello di istituzioni, su ogni campo, e per i farmacisti avvalersi dell’articolo 105, comma 4, del d.lgs 219/06, che “obbliga i titolari di Aic a evadere direttamente gli ordinativi alle farmacie richiedenti senza nessuna specifica restrizione”.

admin

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