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Sesso: quello occasionale causa depressione (e dopo un anno si spegne la passione)

Il sesso non è soltanto una delle più gradevoli forme di ginnastica, o l’espressione più alta dell’amore di coppia ma anche una discreta fonte di problemi più o meno dichiarati. Ansie da prestazione, orgasmi cercati e mai trovati, fantasie e stimoli da rinnovare spesso per tenere acceso il desiderio. Infatti molti studi sull’argomento stanno dimostrando che il desiderio sessuale cala entro il primo anno di relazione.

Altro che crisi del settimo anno, il 53% dei soggetti intervistati per la sezione farmaceutica del LLoyd ha dichiarato che il numero di rapporti sessuali cala dopo i primi 12 mesi di relazione, diminuisce ancora nei 4 anni seguenti e dopo 10 anni non si fa proprio più … a meno di spegnere la luce e immaginare di farlo con qualcun altro. E se la presenza del partner storico annoia, sia uomini e donne, si cerca rifugio nel sesso occasionale che è una bomba a orologeria.

Il sesso “di una notte” infatti, oltre a essere rischio di trasmissione di malattie come AIDS, Papillomavirus, sifilide o semplicemente fastidiosissime infezioni genitali è anche fonte di depressione. Una ricerca dell’Università di Sacramento, in California, ha infatti dimostrato che su 4000 soggetti (età 18-30 anni) coloro che avevano avuto, di recente, rapporti sessuali occasionali registravano una autostima bassissima, stati di ansia molto forti e frequenti crisi depressive. Questo non significa -dicono i ricercatori americani- che il sesso occasionale fa male, ma solo che è stato sopravvalutato per troppo tempo e associato a un benessere fisico e mentale che non è poi così vero.

admin

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