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Tricotillomania: quando tirarsi i capelli è una patologia

Qualcuno penserà che non ci lasciano scampo, che ogni gesto che compiamo viene analizzato, associato a qualche malattia e trattato come tale. Ma purtroppo le malattie esistono e individuarle a volte è un bene anche per la nostra vita, pure partendo da piccoli gesti quotidiani. Tirarsi i capelli, ad esempio, è un gesto che facciamo spesso, per gioco o per nervosismo.

Lo fanno i bambini per divertirsi, lo fanno le donne che vogliono sedurre, lo fanno le persone che devono affrontare un momento difficile quasi senza accorgersene per concentrarsi meglio o per mantenersi calmi in qualche modo. Tirare i propri capelli di solito è un segnale, una richiesta di aiuto che può indicare desiderio (ti voglio), bisogno di affetto (mi servono carezze), sfogo di aggressività (mi faccio male io per non farne a te). Ma in alcuni casi particolari arriva al punto che la persona strappa proprio dei ciuffi di capelli dalla testa. Ecco quando diventa tricotillomania, una malattia.

Si tratta di una forma di autopunizione molto raffinata, perchè il dolore di un capello staccato non è eccessivo, ma è continuato e quindi è un dolore costantemente presente. E’ una malattia che indica disagio sociale o disagio con se stessi e esistono veri e propri centri di aiuto per queste persone. Si può trovare sostegno anche sul web, sul sito www.trich.org dove si può imparare cos’è questa patologia, scambiarsi pareri con chi ne soffre e cercare aiuti validi negli specialisti online.

admin

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