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Scandalo Cefalù, replica l'ospedale Giglio: "L'indagine è partita da noi"

Lo scandalo che ha colpito una delle più belle località turistiche d’Italia, la cittadina siciliana di Cefalù, ha scosso più di una coscienza. Un ospedale all’avanguardia, diverse cliniche private e una schiera di pazienti “raccomandati” che veniva ricoverata scavalcando file di malati ben più gravi. O peggio, che veniva operata caricando i farmaci su tabelle di altri pazienti.

I NAS hanno fatto saltare in aria un sistema che naturalmente crea sconcerto ma che chissà in quanti altri ospedali d’Italia si ripete, sperando che questo sia il primo passo per smascherare tutti gli inganni del genere. Oggi, dopo due giorni di gran rumore, parla l’ospedale San Raffaele-Giglio di Cefalù e lo fa difendendosi e attaccando a sua volta.
Per bocca del commissario straordinario della Fondazione San Raffaele Giglio di Cefalù, Nene Mangiacavallo, si viene a sapere che fu lo stesso ospedale a denunciare presunte irregolarità già lo scorso anno e che le forze dell’ordine e la magistratura si sono mosse grazie al loro interessamento. “L’indagine è partita da noi, siamo noi le prime vittime” assicurano mentre garantiscono la piena collaborazione con gli investigatori. Un’azione necessaria da fare, soprattutto per togliere l’onta da quei tantissimi bravi medici che in questa struttura prestano onestamente la loro opera, a fronte di pochi truffatori.

admin

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