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Denervazione renale per combattere la pressione alta

Nel mondo si contano circa 1 miliardo di persone ipertese, ovvero sofferenti di sbalzi pressori verso l’alto. La pressione alta, favorita anche da un tipo di alimentazione sbagliata oltre che da ereditarietà, a lungo andare e se non è ben curata può avere gravi conseguenze come l’ictus. Finora si combatte con adeguate terapie farmacologiche ma forse tra poco si potrà ricorrere anche a un nuovo metodo che passa per i reni.

I reni, infatti, hanno un ruolo importante nel determinare la pressione sanguigna: dato che sono pervasi dalle fibre del sistema simpatico che corrono lungo le arterie renali, essi subiscono molti stimoli cerebrali che -tramite le arterie- condizionano gli sbalzi pressori. Si è quindi pensato di “denervare” i reni per porre termine all’eccessiva stimolazione pressoria nei pazienti ipertesi. Per farlo si usa un macchinario che, a vederlo, sembra un aggeggio alieno invece è solo un erogatore di impulsi elettrici.

L’erogatore, chiamato Catetere NnligHTN, usa una tecnica nuova che non prevede invasione dentro le arterie renali ma, aprendosi, si appoggia semplicemente alle pareti dei vasi. Una volta posizionato, si stabilizza l’elettrodo in base al ritmo respiratorio e cardiaco del paziente e comincerà l’erogazione di impulsi che produrranno un riscaldamento tale da distruggere le fibre simpatiche. Il rene non avrà particolari danni, ma la pressione ne guadagnerà. Le prime applicazioni hanno dimostrato una significativa riduzione pressoria (sia della pressione sistolica a – 28 mmHg, sia della diastolica a -10 mmHg) mantenuta per diversi mesi.

admin

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