Home » Benessere » Un batterio "buono" dell'Escherichia Coli cura la salmonella

Un batterio "buono" dell'Escherichia Coli cura la salmonella

E’ una delle malattie tipiche dell’estate, una delle tante infezioni intestinali che ci rovinano le vacanze a forza di mal di stomaco, vomito e diarrea. La salmonella, e con lei altre infezioni da cibo o da batteri simili, da oggi hanno un nemico in più e grazie a un doppio studio americano (Univesità di Irvine, California, e Università di Washington) sappiamo anche come usarlo per combattere questi problemi.

In realtà non è stata una scoperta eclatante, perchè quest’arma la usavamo da tempo senza saperlo. Si tratta di “Nissle 1917”, un comune batterio probiotico del ceppo della tanto temuta Echerichia Coli, anche essa responsabile di infezioni intestinali ma che in questo caso ha prodotto un antidoto. Da tempo si usa questo batterio “buono” di E.Coli come trattamento per malattie croniche come il colon irritabile ma non si era ancora capito che agiva bene anche contro la salmonella.

E tutto per una banale “lotta per la sopravvivenza”. Infatti, sia l’E.Coli che la salmonella si nutrono di ferro ma il batterio Nissle 1917 è molto più veloce nell’accaparrarselo e nel metabolizzarlo, di conseguenza quando questo batterio è presente insieme alla salmonella toglie al suo nemico il cibo da sotto il naso. In tal modo, la salmonella muore o diviene innocua perchè troppo debole e non si manifestano i disturbi tipici della sua presenza. Dal canto suo, il Nissle non è aggressivo come altri suoi “parenti” di ceppo quindi il fatto che si nutra non lo rende pericoloso per la nostra salute, anzi … dovremmo pure ringraziarlo!

admin

x

Guarda anche

Un “codice” sulle pillole per gestire il farmaco

Sapete che cos’è un QR CODE… o “codice QR”? E’ quel qudratino che trovate ormai ...

Condividi con un amico