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Botulino nel pesto: doppio dramma in Liguria

E’ un dramma doppio quello che sta colpendo la Liguria, e in particolare Genova, in queste ore. Non solo l’allarme botulino che ha già portato in ospedale diverse persone, ma il fatto che il botulino si trovi nelle confezioni di pesto, alimento tipico della regione e preziosissima fonte di introiti economici e turistici.

Ma naturalmente il problema dell’immagine, seppure serio, passa in secondo piano davanti alla cronaca delle 40 persone ricoverate per sospetto avvelenamento. Tutto è cominciato tre giorni fa, quando la ditta produttrice di pesto in scatola “Bruzzone e Ferrari” ha avvisato la ASL della possibile presenza di botulino nelle confezioni in scadenza il 9 agosto prossimo. La ASL ha diramato l’allerta ma i primi casi si sono fatti registrare quasi subito: quattro persone sono arrivate in ospedale con sintomi sospetti e sono state messe sotto osservazione. Ma -forse anche per l’effetto panico- nel giro di 48 ore le richieste di visita e ricoveri sono aumentate.

Attualmente ci sono 40 casi, divisi in tre ospedali della riviera, ma non per tutti si tratta davvero di avvelenamento da botulino. Certo occorreranno i risultati delle analisi del sangue e delle confezioni per essere sicuri se davvero tutti sono a rischio, ma nell’attesa è probabile che molte persone si siano fatte prendere dall’ansia e dalla paura. In Liguria, i casi di botulino non sono frequenti. L’ultimo veramente importante risale ad alcuni anni fa e anche lì si risolse con un ricovero e qualche cura. Certo turba l’idea che possa essere l’orgoglio regionale, il pesto, al centro del problema. Si spera che tutto si risolva presto con tante rassicurazioni.

admin

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