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Una nuova allergia "made in USA" si sta diffondendo in Italia

L’Ambrosia è una pianta un po’ particolare: scientificamente, essa appartiene alla famiglia delle Asteraceae, dall’aspetto di piccole erbacee annuali con infiorescenza a racemo. Nel mondo ne esistono 30 specie diverse, con maggiore concentrazione nelle praterie e nei deserti, in quanto si adattano ai climi più aspri sebbene quasi nessun animale erbivoro le cerchi e non ospitino nemmeno molti insetti. Negli Stati Uniti è molto diffusa mentre da noi in Italia era pressoche inesistente … fino ad oggi.

Arrivata in sordina e “clandestinamente” (probabilmente qualche seme si è impigliato nelle merci o nei bagagli dei viaggiatori provenienti da oltreoceano), l’Ambrosia ha cominciato a diffondersi nel Nord del nostro Paese, particolarmente in pianura Padana. E ha immediatamente attecchito, ma non solo … ha sviluppato decine di allergie. Si è scoperto dopo, infatti, che in USA soffre di allergia all’Ambrosia il 40% della popolazione. Negli ultimi mesi però, come nota l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, questa allergia “italoamericana” si sta diffondendo sempre più.

Se prima si registravano casi solo al di sopra della linea del Po, da un po’ di tempo il 3% dei bambini romani sottoposti a test sono risultati sensibili all’Ambrosia. Questo significa che la pianta sta attecchendo man mano anche nelle regioni del Centro Italia e in particolare nelle vicinanze di Roma. Occorre dunque correre ai ripari, prendere seri provvedimenti e stare pronti se e quando l’allergia coprirà tutto il nostro Paese. L’Ambrosia, oltre a colpire direttamente con i propri pollini (tra l’estate e l’autunno) lascia un segno tale nel corpo che rimane così “iper-sensibilizzato” anche ad altri tipi di polline. Insomma, chi sviluppasse l’allergia all’Ambrosia potrebbe ritrovarsi, una volta guarito, allergico ad altri pollini senza saperlo.

admin

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