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Protocolli Stamina: venti esperti vogliono controllarli

Non basta averli finalmente consegnati al Ministero e aver avviato una sperimentazione “legale” che sembrava non dover mai avere inizio. Il metodo staminale ideato da Davide Vannoni continua a non aver pace e ora deve fare i conti con una ventina di esperti che intende controllare tutti i documenti. Così hanno scritto nella lettera inviata al ministro Beatrice Lorenzin, chiedendo che i protocolli vengano resi pubblici.

Ma non si sono limitati a queste richieste, i venti firmatari della lettera. Da loro è anche partito l’ennesimo attacco a Vannoni, il quale ultimamente ha più volte incontrato il ministro e questo, ribadiscono gli esperti, non era contemplato da nessun accordo e nessuna legge. Inoltre, scrivono testualmente: “Potrebbe essere un protocollo qualunque, perfino coperto da brevetti altrui, perfino preparato da altri e consegnato a loro insaputa”. I nomi sulla lettera comprendono il direttore del laboratorio di ricerche staminali della Sapienza, Paolo Bianco, il rettore della stessa università, Luigi Frati, e poi Elena Cattaneo, Michele De Luca, Giulio Cossu.

Il metodo Stamina, fin da quando venne allo scoperto con il famoso caso della bimba veneziana, Celeste, ha scatenato una marea di polemiche. I familiari delle persone curate giurano di vedere ottimi risultati e miglioramenti incredibili, il governo si fida poco, la comunità scientifica internazionale non si fida per niente e più volte ha attaccato Stamina anche dalle prestigiose pagine di NATURE. Ora, anche per questo, i venti esperti vogliono un’operazione trasparenza che permetta a tutti di vedere e di capire, e anche –se sarà il caso- di controbattere.

admin

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