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"Medico" a chi? Professione a rischio di estinzione

Sembra una cosa folle da dire, considerato le migliaia di giovani che tenteranno gli esami di ammissione a Medicina e i tanti medici disoccupati che non trovano un lavoro, eppure la professione di medico è davvero in via di estinzione. Ma non perchè nessuno vuole più farla, quanto perchè alcune cattive formazioni e alcuni casi di malasanità stanno sradicando dalla mente delle persone la fiducia nel dottore.

Lo racconta, introdotto da un divertente aneddoto, Giorgio Cosmacini, medico, storico e scrittore, nel suo ultimo saggio intitolato appunto “La scomparsa del dottore” (Raffaello Cortina editore). Tutto parte dalla domanda di una signora che, entrando nel suo ambulatorio, domanda severa: – Scusi, lei sa curare il fegato?
La risposta del medico, divertito e deluso, nasce spontanea. Ho studiato per questo, sono ancora un dottore, no? Eppure questo è un indice di una figura che già nella testa della gente è scomparsa e che, spesso, scompare anche dalle classi di formazione.

E’ vero che molti giovani medici lamentano troppa teoria e poca pratica, all’Università. E’ vero che spesso non sono valorizzati nel periodo del tirocinio e imparano meno di quel che dovrebbero, ed è vero che spesso gli errori umani e i casi di malasanità sono dovuti anche a questo. Ma anche laddove ci fosse un medico bravo, la gente ormai lo percepisce come “superato”. Meglio portare il bambino all’ospedale, o meglio in clinica, piuttosto che chiamare il dottore di famiglia. Ritrovare la fiducia nel proprio medico deve essere un lavoro su entrambi i fronti, perchè anche i giovani dottori devono impostare il proprio lavoro sull’ascolto e la comprensione del paziente. Insomma, parlando per metafore televisive, un po’ meno Dottor House e un po’ più simpaticoni alla “E.R.”.

admin

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