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Toscana: bloccato sangue infetto, nessun pericolo per i pazienti

Il sistema di raccolta sangue italiano è uno dei migliori in assoluto. Non solo si basa sulla donazione (mentre in tanti altri Paesi il sangue si vende) ma ogni donatore viene controllato prima e dopo il prelievo. Le sacche di sangue raccolte, poi, vengono esaminate ancora presso gli ospedali a cui sono dirette e dunque la sicurezza è massima.

Ed ecco come mai si può garantire l’assenza totale di pericolo dopo il ritrovamento di alcune sacche di sangue infetto dall’epatite C, prontamente bloccate prima di giungere alla loro destinazione: la produzione di farmaci emoderivati. Una delle sacche conteneva plasma raccolto in Toscana in aferesi, l’altra -derivata dal sangue intero – invece proveniva sia dalla Toscana che dal Friuli Venezia Giulia. Una volta scoperto il pericolo contaminazione da epatite C, i campioni sono stati accuratamente testati presso il Centro Nazionale per la Ricerca e la Valutazione dei Prodotti Immunobiologici (Crivib) dell’Istituto Superiore di Sanità.
Ciò a dimostrare che anche se capita un errore (un donatore affetto da epatite C non dovrebbe esistere!) lo sbaglio viene corretto prima che sia portato a fare danni. Ricordiamo a tal proposito che NON SI PUO’ donare sangue se si è fatto uso di droghe, se si hanno avuti rapporti sessuali occasionali, se si è sofferto di disturbi al sangue o al fegato, proprio perchè sarebbe impossibile donare sangue infetto o malato. Un prelievo esplorativo è sempre obbligatorio.

admin

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