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Zamboni replica all'attacco canadese: "Il loro studio è sbagliato"

Una ricerca canadese della McMaster University mette sotto attacco la terapia di Paolo Zamboni, il medico italiano che sta curando molti casi di sclerosi multipla con un approccio innovativo, e lui non si perde d’animo e risponde. Forte della propria esperienza e dei risultati ottenuti, ribatte punto per punto lo studio dei colleghi d’oltreoceano e dichiara: “Sono loro che sbagliano”.

Zamboni riconosce che è vero, dalla ricerca canadese non risulta nessuna anomalia legata alla Ccsvi (l’insufficienza venale cerebrospinale cronica) ma non perchè questa non sia una delle con-cause della malattia … solo perchè non hanno condotto i test con il metodo dovuto. Usa un linguaggio tecnico, molto difficile da capire per chi non è del mestiere, ma proprio per questo ancora più diretto a farsi capire da chi di dovere, cioè dai colleghi canadesi che hanno tentato di “giocare sporco”.

Secondo Zamboni: “Siamo rimasti molto sorpresi nel vedere che gli autori non siano riusciti ad utilizzare la metodologia aggiornata di recente, raccomandata da un consenso internazionale per migliorare la riproducibilità del protocollo ECD. Infatti, per evitare la marcata eterogeneità tra i vari studi, che poteva viziare l’evidenza dell’influenza della Ccsvi sulla sclerosi multipla, dopo giugno 2011 sette società scientifiche internazionali hanno sviluppato un protocollo tecnicamente dettagliato, eppure non citato“. Zamboni si è anche detto sorpreso di vedere come lo studio canadese andasse ad analizzare punti del corpo dove mai la Ccsvi potrebbe avere una azione, anche se fosse realmente in atto. Insomma, un po’ come andare a controllare se passano navi su un lago, sapendo già che passano solo sul mare. Analisi sprecate che non hanno dimostrato nulla perchè non hanno analizzato nessun punto specifico e con i metodi sbagliati.

admin

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