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Dall'Inghilterra, staminali riprogrammate potranno "ringiovanire" il cuore

Si chiama scompenso cardiaco, tecnicamente la Sindrome del Cuore Stanco, una patologia cardiaca tipica delle persone anziane e sempre più in aumento, dato il rapido invecchiamento della popolazione europea. Cercare di contrastarlo, per quanto possibile, insieme ad altri problemi legati all’età avanzata è una priorità che la ricerca non può più rimandare e forse qualche speranza arriva dalle nuove tecniche moderne.

Come le staminali, ad esempio. Lo rivelano le squadre dei ricercatori del King’s College di Londra, che durante uno studio condotto sui roditori hanno dimostrato che usando le cellule staminali si può intervenire su questo disturbo in modo diretto. Iniettando cellule staminali dall’esterno, queste si introducono in circolo nel sangue e automaticamente riescono a raggiungere il cuore e a insediarsi lì assumendo il ruolo di cellule cardiache e “riparando” i danni. Si prelevano le staminali dai tessuti cardiaci dello stesso paziente, si lavorano in laboratorio e si riprogrammano, quindi si reinseriscono e ritrovano nuova vita nel muscolo da cui sono partite.

La sperimentazione con questo nuovo approccio dovrebbe iniziare il prossimo anno e solo allora si vedrà se il lavoro delle staminali funziona anche per l’uomo. In realtà, il cuore potrebbe ripararsi da solo, avendo già una buona quantità di staminali in grado di riparare i danni interni ma se un cuore è troppo malato o stanco le staminali non ce la fanno. Ecco che in questo caso, allora, prelevare le staminali e “ringiovanirle” in laboratorio permetterebbe di rinforzare il muscolo cardiaco con materiale non estraneo e pronto a entrare in azione immediatamente.

admin

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