Home » Benessere » Ospedali italiani ai due estremi: in Piemonte col wi-fi, in Sicilia con pochi reparti

Ospedali italiani ai due estremi: in Piemonte col wi-fi, in Sicilia con pochi reparti

Due Italie come sempre, anche se come già detto in precedenza ormai il centro e il sud inseguono il settentrione e offrono punti di vera eccellenza anche loro. Ma alcuni estremi rimangono comunque tali e se in Piemonte si parla già di ospedali proiettati nel futuro, in Sicilia si festeggia per l’apertura di un reparto di terapia intensiva cardiologica che non era mai esistito!

Dopo la morte della mamma di Enna, a causa del parto difficile, la sanità siciliana è di nuovo sotto accusa ed è inconcepibile che accanto a strutture di alto livello (come il Cannizzaro di Catania, l’ISMETT di Palermo, l’ospedale di Troina) si trovino ospedali che non hanno la rianimazione, che mancano dei reparti maternità o che non riescano a far funzionare un pronto soccorso. La notizia che presto sarà operativa -all’ospedale Civico di Partinico- l’Unità di Terapia Intensiva Cardiologicadotata di tutti i criteri per l’accreditamento e in grado di fronteggiare le più comuni patologie cardiache, con 4 posti-letto e la risonanza magnetica” … data come una vittoria, si spegne miseramente se si pensa che dovrebbe invece essere qualcosa di normale in un bacino di utenza come quello dell’area palermitana.

E si spegne se si confronta con le notizie che arrivano dal Piemonte, dove è già attivo un numero verde per segnalare problemi e disfunzioni dei vari ospedali regionali, i quali nel mese di ottobre verranno tutti dotati di Wi-Fi Free, con connessioni libere a internet che favoriranno il lavoro dei medici ma anche la degenza dei pazienti e la presenza dei loro familiari e amici. Se il Piemonte può pensare a internet significa che ha già risolto quasi tutti i problemi della propria sanità, cosa che invece in molte altre regioni italiane si è ancora lontani dal fare.

admin

x

Guarda anche

Ricerca, bambini con dislessia vedono in modo speciale

I bambini con dislessia vedono in modo speciale. A sostenerlo sono i risultati di uno ...

Condividi con un amico