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Per combattere l'endocardite, il sistema immunitario rischia di ucciderci

Una malattia al cuore che porta rapidamente alla morte, apparentemente anche in soggetti del tutto sani che ne vengono colpiti da un giorno all’altro. L’endocardite infettiva è uno dei disturbi cardiaci più letali, provoca ogni anno molti decessi e non se ne conosce ancora bene il processo di manifestazione. Ovvero, si sa bene da cosa sia causata –un tipo di tossine prodotte dallo staffilococco– ma non era ben chiaro come si svolgesse tutto l’iter.

E’ stato uno studio della università americana dello Iowa, precisamente del Carver College of Medicine, a individuarlo e a capire che in realtà non è lo staffilococco a uccidere, ma una reazione esagerata del nostro stesso sistema immunitario e come questo si attiva in tal senso. Sotto l’attacco dei batteri (staffilococco e sepsi), un “super antigene” causa l’attivazione esagerata del sistema immunitario che porta avanti una lotta all’ultimo sangue che però danneggia anche lo stesso organismo.

Da qui: rottura dei vasi capillari, abbassamento o innalzamento della pressione, crisi delle valvole cardiache, febbre molto alta, ictus o infarti. Di fatto nella maggior parte dei casi non è l’infezione che uccide ma le conseguenze sul cuore e sui vasi sanguigni. La scoperta degli americani del Carver College dunque è l’aver capito qual è l’elemento da fermare per evitare danni gravi: non più (non solo) il batterio ma principalmente il super antigene che fa impazzire il sistema immunitario.

admin

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