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Psicologia: il suicidio forse si potrà "prevedere"

Se ne sentono tanti, troppi, in giro. E da quando c’è la crisi economica in atto sono triplicati. I suicidi sono gesti disperati, feroci, che richiedono un estremo coraggio ma anche una piccola dose di follia in quanto si va contro il proprio istinto di sopravvivenza, ovvero contro natura. Eppure non tutti si suicidano. Alcune persone -pure se disperate- vanno avanti lo stesso. Da qui l’ipotesi che anche il suicidio dipenda da una predisposizione.

Se ciò fosse vero, si sono detti i ricercatori dell’Indiana University School of Medicine, ci sarà anche un modo per prevenirli, per prevederli, per capire in tempo come muoversi per fermarli. Ed ecco che dal loro studio si è capito che seguendo alcuni marcatori specifici Rna presenti nel sangue si può intuire chi sono le persone a forte rischio suicidio con molto anticipo. I biomarcatori SAT1 sono infatti stati rilevati in quantità molto alte nei soggetti con disturbi bipolari, che avevano tentato il suicidio o che si erano uccisi.

Il test non è completo, in quanto è stato eseguito solo su soggetti maschili e mancano i riscontri sulla popolazione femminile, ma la frequenza con cui questi marcatori si ritrovano in grandi concentrazioni in alcuni soggetti non lascia spazio a molti dubbi. Individuando per tempo queste persone con i marcatori SAT1 elevati si potrebbe monitorarle meglio, seguirle nel loro quotidiano e intervenire con cure apposite che leniscano i loro pensieri autodistruttivi arrivando in tempo a scongiurare il peggio.

admin

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