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Mente e corpo: se il ritardatario è solo una persona malata

Se siete di quelle persone che fanno sempre aspettare gli amici, che arrivano con mezzora di ritardo alle cene, o che -avendo appuntamento in centro alle 19- partono da casa alle 18:59 … tranquillizzatevi, non è un difetto. Non siete cafoni o pigri o antipatici, solo malati. Una patologia nuova di zecca che il giornale britannico Daily Mail ha chiamato “Chronical Lateness” (ritardo cronico).

Non è stata un’invenzione geniale di qualche titolista, ma una notizia vera ricavata da una vera diagnosi medica. La diagnosi è stata fatta su un uomo di 57 anni, originario della Scozia. Il signor James Dunbar, infatti, non era mai arrivato in orario in tutta la sua vita! Nemmeno per consolare gli amici ai funerali! Ormai nessuno più lo invitava perchè tutti odiavano i suoi continui ritardi e nessuno credeva più alle sue scuse. La situazione è precipitata quando il signor Dunbar stesso si è accorto che per rispettare un orario doveva prepararsi almeno 10 ore prima (e comunque arrivava in ritardo!).

Facendosi visitare accuratamente, il signor Dunbar è divenuto oggetto di una ricerca interessante al termine della quale ha avuto il verdetto e il riscatto: patologia da ritardo cronico. La persona che ne soffre davvero non si rende conto del tempo che passa, davvero non riesce a fare i calcoli giusti con l’orologio. A soffrire è la stessa area del cervello coinvolta nel deficit di attenzione e iperattività (Adhd), quindi un disturbo vero e proprio, documentato. E se la cosa farà sorridere molti, rassegnare i parenti dei ritardatari e sentire questi ultimi meno in colpa, la ricerca prosegue nello studio per trovare -ora che si sa la causa- una soluzione che metta finalmente d’accordo tutti. Anche l’orologio.

admin

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