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Il decreto del "Fare" annulla l'esame cardiaco per gli atleti

Vietato l’obbligo di elettrocardiogramma per legge, ma il medico può decidere se e quando farlo. C’è qualcosa che non quadra in questa frase, qualcosa di molto poco chiaro che ha spinto il presidente di FIMMG, Giuseppe Milillo, a scrivere al ministro Lorenzin e al presidente FNOMCEO. Il nuovo decreto del “Fare”, nato per correre ai ripari di una crisi che sembra ancora insistere sul Paese, prevede tra le altre cose alcuni cambiamenti in ambito sportivo.

In caso di certificazioni, dice la nuova legge, relativamente ad attività sportive non agonistiche non esisterebbe più l’obbligo di sottoporre il cittadino all’elettrocardiogramma (ECG). Una decisione molto grave che delega qualsiasi responsabilità al medico e che comunque non si presenta per nulla chiara, agli occhi di chi deve applicarla. Che significa che “non esiste più obbligo di controllo ECG” se comunque poi rimangano le medesime regole legate all’effettuazione di tale esame?

L’introduzione dell’obbligo dell’esame del cuore era stata resa necessaria dati tanti casi di morte improvvisa degli atleti, amatoriali e non, molto spesso riguardante soggetti giovanissimi e bambini impegnati in semplici partite di calcio all’oratorio! Come l’obbligo dei defibrillatori, l’obbligo di ECG serviva per alleggerire da gravi responsabilità le società sportive, le palestre, i centri ricreativi. Annullando tale obbligo, invece, si lascia al medico la decisione e qualsiasi mossa sbagliata potrebbe portare ad accuse di imprudenza, di incompetenza o peggio. Una situazione alla quale i medici sportivi e di famiglia non intendono sottoporsi e chiedono che si faccia qualcosa a riguardo.

admin

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